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Come funziona il metodo LIFO nel calcolo delle plusvalenze crypto con un esempio

— 4 min di lettura

In Italia per calcolare le plusvalenze derivanti da un’operazione di vendita di crypto attività si usa un metodo chiamato LIFO (Last in, First Out). In pratica, in presenza di più operazioni di acquisto, secondo questa regola si considera che le ultime criptovalute acquistate siano le prime ad essere vendute. Questo permette di stabilire con precisione il prezzo di carico delle monete effettivamente cedute, elemento essenziale per determinare l’eventuale plusvalenza imponibile.

Vediamo in maniera più approfondita come funziona il LIFO, e perché è importante tenerlo in considerazione per evitare di commettere errori nella rendicontazione fiscale. Tutti i dettagli di seguito.

Un esempio di come funziona il LIFO per le plusvalenze crypto

Per capire come funziona il metodo LIFO per il calcolo delle plusvalenze crypto, occorre fare un esempio pratico. Immagina di acquistare Bitcoin in tre momenti distinti durante l’anno:

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  • Gennaio: acquisti 0,5 BTC a 40.000 €

     

  • Maggio: acquisti 0,3 BTC a 60.000 €

     

  • Ottobre: acquisti 0,2 BTC a 90.000 €  

Arriviamo a dicembre, quando decidi di vendere 0,4 BTC ad un prezzo di mercato pari a  100.000 € per ogni moneta, per un totale di 40.000 €. Seguendo la regola del LIFO, dovremmo vendere per prime le ultime criptovalute acquistate,e calcolare da lì l’eventuale plusvalenza imponibile, tenendo conto dei prezzi di acquisto dei lotti più recenti. 

In questo caso, gli 0,4 BTC venduti verranno attribuiti così: 0,2 BTC provenienti dal lotto acquistato in ottobre al prezzo di 90.000 € per BTC e 0,2 BTC dal lotto acquistato a maggio al prezzo di 60.000 € per BTC. Per calcolare la plusvalenza complessiva dell’operazione avremo quindi un costo complessivo di 30.000€ che verrà sottratto al lordo finale. Quindi:

 

  • 2.000 € di guadagno (20.000-18.000) dalla vendita di 0,2 BTC acquistati ad ottobre

     

  •  8.000 € di guadagno (20.000-12.000) dalla vendita di 0,2 BTC acquistati a maggio

In totale la plusvalenza complessiva ammonta a 10.000 €. Su questa base ci sarà da versare 2.080 € di imposte (10.000€ – 2.000€), che corrisponde all’aliquota del 26% applicata alle plusvalenze crypto.

Non si possono utilizzare medie ponderate o altri metodi come il FIFO?

Esistono in realtà anche altri approcci per calcolare il costo medio di carico di ogni investimento in crypto ai fini del conteggio delle plusvalenze. C’è ad esempio il FIFO (First In, First Out), secondo cui le prime criptovalute acquistate sono considerate come le prime ad essere vendute. Un altro metodo comunemente utilizzato in ambito contabile è quello della media ponderata, dove il costo di carico di ogni unità viene calcolato come media dei prezzi di acquisto, ponderata in base alla quantità acquistata in ciascuna operazione.

Tuttavia, in Italia l’unico metodo riconosciuto ai fini del calcolo delle plusvalenze su criptovalute è il LIFO,, che prevede  appunto l’esatto opposto del FIFO: sono le ultime criptovalute acquistate ad essere considerate come le prime ad essere cedute. Questo criterio è stato chiarito anche dall’Agenzia delle Entrate nelle sue risposte agli interpelli e nella prassi ufficiale.

Cosa succede se utilizzo un costo medio di carico sbagliato?

 

Utilizzare un metodo diverso dal LIFO, come il FIFO o la media ponderata, comporta il rischio di calcolare in modo errato la plusvalenza realizzata e, di conseguenza, di compilare in modo scorretto la dichiarazione dei redditi. Se il costo di carico viene sottostimato, si rischia di dichiarare una plusvalenza più alta rispetto a quella effettiva e quindi di pagare più imposte del necessario. Al contrario, se il costo di carico viene sovrastimato, si finisce per dichiarare una plusvalenza inferiore a quella effettiva, riducendo l’imposta dovuta. 

In questa situazione, si configura una dichiarazione infedele, che può essere contestata dall’Agenzia delle Entrate anche a distanza di anni, con il rischio di accertamenti retroattivi fino a cinque anni, sanzioni amministrative e l’obbligo di versare le imposte non pagate, maggiorate di interessi.

Come gestire il calcolo delle plusvalenze in semplicità con Okipo

Calcolare correttamente le plusvalenze da criptovalute può diventare un compito estremamente complesso, soprattutto quando si accumulano più operazioni di acquisto e vendita nel tempo. Ogni transazione va analizzata tenendo conto del metodo LIFO, del cambio in euro al momento dell’operazione, e dell’eventuale impatto fiscale. Fare tutto questo manualmente o con un semplice foglio Excel espone facilmente a errori, omissioni o calcoli approssimativi, specialmente se si utilizzano più wallet o exchange contemporaneamente.

Per risolvere questo problema in modo semplice e sicuro, sempre più utenti si affidano a Okipo, uno strumento pensato appositamente per la fiscalità crypto in Italia. Il sistema è in grado di analizzare automaticamente tutte le operazioni, applicare il metodo LIFO previsto dalla normativa e generare un report fiscale dettagliato, con indicazione delle plusvalenze e dell’ammontare esatto delle imposte da versare. 

Basta collegare i propri wallet o account exchange, e in pochi minuti si ottiene un resoconto fiscale completo, pronto per essere inviato all’Agenzia delle Entrate. Un modo efficace per evitare errori, risparmiare tempo e mettersi al riparo da sanzioni.

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