La MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), entrata ufficialmente in vigore a dicembre 2024, introduce nuove regole per il settore crypto europeo, con un impatto diretto e rilevante sulle stablecoin. Le nuove normative impongono a broker, exchange e altre entità coinvolte nel settore crypto di adattarsi a requisiti più stringenti per garantire la protezione degli utenti e la trasparenza del mercato.
Regolamentazione MiCa: la distinzione tra stablecoin EMT e ART
Il regolamento MiCA introduce una distinzione chiave tra due categorie di stablecoin: gli Asset-Referenced Token (ART) e gli E-Money Token (EMT), ognuna con caratteristiche e obblighi specifici. Gli ART sono stablecoin ancorate a un paniere di attività, che possono includere valute fiat, criptovalute, commodity o altri asset. Il loro valore deriva dalla combinazione di più elementi sottostanti. Gli EMT, invece, sono ancorati a una sola valuta fiat, come l’euro o il dollaro e per questo equiparabili a moneta elettronica. Mentre i primi sono spesso utilizzati per fini di investimento o riserva di valore, i secondi sono pensati per i pagamenti quotidiani e transazioni digitali.
Un esempio concreto di ART è PAXG (Paxos Gold), una stablecoin ancorata al valore dell’oro fisico. Ogni token rappresenta un’oncia d’oro custodita in caveau regolamentati, e il suo valore dipende da una commodity, non da una valuta fiat. Per questo, secondo MiCA, rientra tra gli ART, ossia token il cui valore è riferito a uno o più asset sottostanti. Al contrario, USDC è un esempio di EMT: è ancorato in rapporto 1:1 al dollaro statunitense e viene utilizzato principalmente come mezzo di pagamento. Gli EMT, secondo MiCA, replicano il valore di una singola valuta fiat e sono soggetti a regole simili a quelle della moneta elettronica.
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MiCA impone alle stablecoin una serie di norme rigorose, diverse a seconda che si tratti di EMT o ART. Gli EMT possono essere emessi solo da istituti di moneta elettronica o creditizi, previa notifica all’autorità nazionale. Devono garantire una copertura 1:1 in valuta fiat, mantenere riserve sicure e offrire agli utenti il diritto di rimborso. Inoltre, è richiesto un capitale iniziale minimo di €350.000, oltre a requisiti prudenziali pari al 2% (o al 3% se significativi) del valore medio delle riserve.
Gli ART, invece, possono essere emessi da qualsiasi soggetto conforme a MiCA, ma la pubblicazione del whitepaper richiede approvazione preventiva da parte dell’autorità nazionale. Anche in questo caso si applicano requisiti prudenziali: €350.000 o il 2% (3% se significativi) delle riserve medie, a seconda del valore più alto. Non è previsto un capitale iniziale fisso, ma resta l’obbligo di mantenere una gestione prudente delle riserve.
Per entrambe le categorie, se l’emittente viene classificato come “significativo” (in base a criteri quantitativi, come il volume delle transazioni), sarà soggetto alla supervisione diretta dell’EBA, mentre i casi ordinari restano sotto il controllo delle autorità nazionali. L’obiettivo è garantire trasparenza, solidità e protezione degli utenti nel mercato europeo.
Restrizioni per gli exchange che offrono valute non autorizzate
Il regolamento MiCA impone restrizioni anche agli exchange che offrono stablecoin non conformi, costringendoli a rimuovere o limitare quei token che non rispettano i requisiti imposti dalla normativa europea. Tra i casi più rilevanti c’è USDT, la stablecoin più utilizzata al mondo, che non risulta emessa da un soggetto autorizzato nell’UE. Per questo motivo, diversi exchange hanno già avviato il processo di delisting per gli utenti europei, bloccandone l’uso nelle coppie di trading o nei servizi di deposito e prelievo. Questa dinamica spinge il mercato verso l’adozione di stablecoin regolate, come EURC o quelle emesse da istituti di moneta elettronica conformi a MiCA, come USDC.
Cosa comporta il MiCA da un punto di vista fiscale?
Dal punto di vista tributario, esiste una distinzione rilevante tra ART ed EMT. In particolare, quando in un’operazione la contropartita è rappresentata da un EMT, l’evento è fiscalmente rilevante: ciò comporta il calcolo dell’eventuale plusvalenza o minusvalenza ai fini delle imposte sui redditi. Al contrario, lo scambio di un token contro un ART non costituisce un evento fiscalmente rilevante. Questo non significa che l’operazione sia esente da imposte, ma semplicemente che il momento impositivo viene posticipato: la plusvalenza (o minusvalenza) sarà calcolata in futuro, trasferendo il valore di carico originario del token sull’ART ricevuto. In ogni caso, sia gli ART che gli EMT, se detenuti presso exchange o wallet, devono essere indicati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale.
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Il regolamento MiCA e le nuove regole in tema stablecoin in Europa, rendono ancora più fondamentale per i contribuenti italiani essere sempre aggiornati sulle leggi fiscali in continuo cambiamento. In questo contesto, Okipo si propone come una soluzione essenziale per la rendicontazione fiscale delle cripto-attività. Gli utenti devono semplicemente collegare i propri account exchange o indirizzi blockchain, e Okipo si occupa di tracciare tutte le operazioni in modo automatico. Il software dell’azienda analizza in tempo reale le transazioni e genera i report fiscali necessari per la dichiarazione dei redditi, rispettando le leggi italiane ed europee.
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