Quando si decide di investire in Bitcoin, una delle principali considerazioni riguarda l’aspetto fiscale. Gli ETF/ETN su Bitcoin rappresentano un’alternativa regolamentata per ottenere esposizione all’asset digitale, senza dover gestire direttamente wallet o chiavi private. Tuttavia, questi strumenti presentano vantaggi e svantaggi rispetto alla detenzione diretta delle criptovalute on-chain.
Dal punto di vista fiscale, gli ETF/ETN beneficiano di una tassazione agevolata del 26% sulle plusvalenze, oltre all’assenza di obblighi di monitoraggio fiscale nel quadro RW. Al contrario, chi detiene Bitcoin direttamente dovrà compilare il quadro RW e, dal 2026, sarà soggetto a un’aliquota del 33%.
Se il fattore fiscale è il principale ostacolo all’acquisto di Bitcoin on-chain, esistono soluzioni che semplificano la gestione tributaria senza rinunciare ai vantaggi della detenzione diretta. Con Okipo ad esempio, investire in Bitcoin diventa più semplice, sicuro e fiscalmente trasparente.
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Forse non tutti lo sanno, ma esistono fondi di investimento regolamentati come ETF/ETN che permettono di investire in Bitcoin, senza dover passare per il mondo crypto. Questi prodotti sono disponibili presso una vasta gamma di broker autorizzati (Fineco, Degiro, Banca Sella, Directa SIM) e offrono un’esposizione che replica l’andamento del sottostante.
Ciò significa che investendo in ETF (Exchange Traded Funds), o in ETN (Exchange Traded Notes) si va a replicare la performance di Bitcoin senza dover acquistare e custodire direttamente l’asset digitale.
In pratica, l’investitore non possiede Bitcoin in senso stretto, ma detiene quote di un prodotto finanziario che ne segue il prezzo. Questi strumenti rappresentano una soluzione ideale per chi desidera investire in Bitcoin in modo sicuro e regolamentato, senza affrontare i rischi legati alla gestione autonoma degli asset digitali.. Ad ogni modo, ciò non esime dalla volatilità intrinseca delle criptovalute, che rimane un fattore distintivo anche all’interno di tali soluzioni di investimento.
In realtà, attualmente in Italia non sono disponibili gli ETF su Bitcoin quotati direttamente su Borsa Italiana. Tuttavia, gli investitori italiani possono accedere a una gamma di ETN simili, tradabili sulle borse europee, come CoinShares Physical Bitcoin, WisdomTree Physical Bitcoin, VanEck Bitcoin ETN e 21Shares Bitcoin ETP. Per chiarezza, specifichiamo che gli ETP, acronimo di “Exchange Traded Products”, rappresentano una macro-categoria dei fondi negoziati sulle borse valori, tra cui rientrano anche ETF ed ETN

I vantaggi fiscali degli ETF/ETN
Dal punto di vista fiscale, gli ETF/ETN su Bitcoin risultano più vantaggiosi rispetto all’acquisto diretto di criptovalute. Uno dei principali benefici di questi strumenti è la semplificazione degli obblighi fiscali, poiché rientrano nel regime degli strumenti finanziari tradizionali. Nel dettaglio, ciò significa che chi detiene Bitcoin tramite un fondo quotato in borsa non dovrà compilare il quadro RW relativo al monitoraggio fiscale. Chi invece custodisce crypto assets su exchange o su wallet non custodial, è obbligato a compilare il quadro al possesso di valuta estera per la dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze, in Italia gli ETF/ETN su Bitcoin sono soggetti a un’aliquota fissa del 26%. Anche i guadagni derivanti dalla compravendita diretta di criptovalute sono attualmente tassati al 26%, ma dal 2026 l’aliquota salirà al 33%. Di conseguenza, chi realizzerà profitti nel mercato crypto a partire dal 2026 dovrà pagare un 7% in più di imposte rispetto a chi investe tramite strumenti regolamentati come ETF/ETN
I limiti degli ETF/ETN
Chiaramente, gli ETF/ETN presentano anche alcuni grossi svantaggi. In primis, a differenza delle operazioni gestite on-chain, questi strumenti sono soggetti a costi di gestione annuali (TER), che possono variare da 0,2% a oltre 2% a seconda del prodotto scelto. Per un holder di Bitcoin, che punta a detenere la criptovaluta per diversi anni, queste commissioni risultano una grossa perdita dal punto di vista delle performance, specialmente considerando l’interesse composto. Per quanto riguarda le fees per l’acquisto e la vendita di Bitcoin, tendenzialmente sono simili tra broker di ETF/ETN ed exchange crypto, anche se leggermente più alte nel primo caso.
Un altro limite degli ETF/ETN su criptovalute è la mancanza di possesso diretto dell’asset sottostante. Investendo in questi strumenti, infatti, non si detiene Bitcoin in sé, ma un prodotto finanziario che ne replica l’andamento. Questo aspetto ha implicazioni anche sui rischi di custodia e controparte, poiché l’investitore si affida a un provider terzo, che gestisce l’acquisto e la conservazione dell’asset per suo conto. Di conseguenza, la sicurezza dei fondi dipende dalla affidabilità dell’emittente e dalla regolamentazione a cui è soggetto, anziché dalla gestione autonoma delle chiavi private, come avviene con il possesso diretto delle criptovalute
C’è da considerare, inoltre, che gli ETF/ETN su criptovalute non offrono la possibilità di fare staking e quindi di ottenere rendimenti aggiuntivi sulle proprie partecipazioni. A differenza del possesso diretto di criptovalute, che consente di partecipare a staking, lending o altre attività DeFi per generare un rendimento passivo, questi strumenti finanziari si limitano a replicare il prezzo dell’asset sottostante, senza alcuna forma di incentivo aggiuntivo per l’investitore. Infine anche il fattore privacy sembra venir meno, con gli investitori di prodotti regolamentati che sono più soggetti a subire controlli bancari e fiscali.
Meglio investire in Bitcoin direttamente on-chain?
Sicuramente, investire in Bitcoin acquistandolo direttamente on-chain può risultare più complesso e meno comodo rispetto alle soluzioni regolamentate come gli ETF/ETN. Tuttavia, da un punto di vista strettamente finanziario, è evidente che la detenzione diretta dell’asset sottostante offre maggiori vantaggi nel lungo periodo.
Se l’obiettivo è una strategia speculativa di breve termine, probabilmente a partire dal 2026 ,quando l’aliquota sulle plusvalenze crypto aumenterà al 33%, mentre per gli ETF/ETN rimarrà al 26%, potrebbe essere più conveniente investire attraverso fondi quotati in borsa. Al contrario, per chi ha un orizzonte d’investimento di lungo periodo, l’acquisto diretto di Bitcoin on-chain risulta più efficiente, grazie all’assenza di costi di gestione annuali.
Confronto tra VanEck Bitcoin ETN e Bitcoin on-chain
Prendiamo ad esempio il VanEck Bitcoin ETN, che ha un TER dell’1% annuo e una tassazione agevolata del 26% sulle plusvalenze. Confrontiamolo con Bitcoin acquistato on-chain, che non prevede costi di gestione, ma è soggetto a un’aliquota fiscale del 33% dal prossimo anno. In ogni caso ipotizziamo che l’asset cresca con un rendimento annuale del 10%.
- Nel caso dell’ETN, l’1% annuo di TER impatta negativamente sulle performance dell’indice, riducendo progressivamente il valore dell’investimento. Tuttavia, al termine dell’orizzonte temporale, beneficia di una tassazione inferiore sulle plusvalenze.
- Nel caso dell’acquisto diretto di Bitcoin, l’assenza di costi di gestione annui permette una crescita più lineare dell’investimento, ma l’aliquota fiscale più elevata al momento della vendita erode una parte maggiore dei guadagni.
Calcolando l’impatto combinato del TER e della tassazione finale, emerge che dopo 6 anni risulta più conveniente detenere le crypto on-chain, poiché il costo annuale dell’ETN erode progressivamente i rendimenti fino a compensare il vantaggio fiscale. Superata questa soglia temporale, la crescita dell’investimento on-chain diventa nettamente superiore a quella ottenibile tramite un ETF o un ETN.
Di conseguenza, la scelta tra ETF/ETN e acquisto diretto di Bitcoin dipende interamente dall’orizzonte temporale dell’investimento e dalla propria strategia di gestione fiscale.

Come sfruttare i vantaggi delle criptovalute senza preoccuparsi delle questioni fiscali
Spesso diverse persone preferiscono utilizzare ETF/ETN, pur sapendo degli svantaggi economici nel lungo periodo, poiché preferiscono non avere a che fare con le complicazioni fiscali della normativa vigente in materia di cripto-attività. Infatti, custodendo Bitcoin ed altri asset on-chain, si è tenuti a rispettare maggiori obblighi fiscali, che talvolta possono risultare scoccianti e complessi da adempiere. Ciò porta gli utenti a preferire soluzioni più smart, che non richiedono calcoli da fare e modelli dichiarativi da compilare.
Per fortuna, esistono software di rendicontazione fiscale come Okipo, che risolvono completamente questi problemi. Grazie ad Okipo, i possessori di criptovalute in Italia, possono gestire in modo semplice e automatizzato tutte le incombenze tributarie legate alle cripto-attività, senza dover rinunciare ai vantaggi della detenzione diretta degli asset on-chain. Il software analizza in tempo reale tutti i dati dei wallet ed exchange che vengono connessi al servizio ed esegue tutti i calcoli necessari per determinare con precisione la posizione fiscale dell’utente.
Nel dettaglio, Okipo aiuta gli utenti a:
- Calcolare automaticamente le plusvalenze e le imposte dovute, senza dover monitorare manualmente ogni operazione di acquisto e vendita
- Determinare il prezzo di carico in modo preciso, evitando errori che potrebbero portare a dichiarazioni inesatte
- Compilare automaticamente il quadro RW, necessario per dichiarare le criptovalute detenute su exchange o wallet non custodial
- Generare report fiscali dettagliati e pronti all’uso, semplificando il lavoro del proprio commercialista e riducendo al minimo il rischio di errori