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Investire in Bitcoin: quali tasse devi pagare e quando

— 5 min di lettura

Negli ultimi anni, se hai iniziato a interessarti a Bitcoin, avrai notato come questa criptovaluta sia diventata una vera e propria protagonista nel panorama degli asset digitali. Non è più solo una curiosità per appassionati: oggi Bitcoin è un asset riconosciuto anche dalle istituzioni, inclusa quella italiana, che ha stabilito un preciso regime fiscale e relativo pagamento delle tasse.

Forse non lo sai ma il Fisco italiano ha previsto sanzioni piuttosto pesanti per chi non rispetta gli obblighi fiscali legati alle criptovalute. I controlli si sono fatti sempre più frequenti e approfonditi, quindi dichiarare correttamente il tuo investimento in Bitcoin ti permette di stare tranquillo ed evitare brutte sorprese, come una raccomandata verde dall’Agenzia delle Entrate.

In questo articolo ti spieghiamo cosa prevede la normativa italiana sulle cripto-attività e quante tasse devi pagare sulle tue operazioni di trading. Vediamolo nel dettaglio

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Come funziona la normativa fiscale sulle crypto?

Le cripto-attività non sono più di un semplice esperimento digitale per pochi appassionati, ma di un mercato serio, regolamentato e capace di generare guadagni importanti. Ecco perché il Fisco ha stabilito regole chiare su come dichiarare il possesso e i profitti ottenuti. Ci sono due obblighi principali da rispettare:

1. Monitoraggio fiscale – Quadro RW

Il primo adempimento riguarda la semplice detenzione di Bitcoin o altri asset digitali. Se possiedi criptovalute devi dichiararle nel Quadro RW del modello Redditi. Questo obbligo sussiste anche in assenza di guadagni, ed è fondamentale per evitare sanzioni

Va indicato il valore degli asset al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento, anche se detenuti su wallet personali o exchange stranieri. Dal secondo anno in poi, ti basterà indicare il controvalore al 31 dicembre, oppure alla data di cessione, se hai venduto le crypto durante l’anno. Sul valore riportato devi pagare la tassa dell’imposta sul valore aggiunto delle cripto-attività, pari ad un’aliquota dello 0,2%.

Le ammende per questa omissione possono variare dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato. Tale percentuale può addirittura salire fino al 30% se gli asset sono custoditi in Paesi considerati non collaborativi nello scambio di informazioni fiscali.

2. Tassazione delle plusvalenze – Quadro RT

Il secondo obbligo fiscale riguarda la dichiarazione delle plusvalenze realizzate mediante la vendita, conversione o cessione a titolo oneroso di Bitcoin ed altre cripto attività. Su questi guadagni il regolatore impone il pagamento di una tassa pari al 26%, che deve essere dichiarati all’interno del Quadro RT del modello redditi.

Da sottolineare come l’onere scatta solo nel momento in cui si vanno a realizzare profitti, ossia quando il valore di vendita è superiore al prezzo d’acquisto dell’asset. Se non realizzi alcun guadagno, non è dovuta alcuna imposta. A partire dal 2026 l’aliquota su queste operazioni passerà al 33%.

Anche qui, l’omessa dichiarazione delle plusvalenze su Bitcoin e crypto può comportare conseguenze pesanti: oltre al recupero dell’imposta dovuta, sono previste sanzioni per omesso versamento con interessi e maggiorazioni. Le multe possono arrivare fino al 360% del guadagno non dichiarato, anche in assenza di dolo.

Quando devi pagare le tasse su Bitcoin e crypto

Come già accennato, il primo adempimento che devi rispettare se possiedi Bitcoin o altre criptovalute è la compilazione dei rispettivi Quadri RW e RT. Questa fase non prevede il pagamento immediato di tasse, ma rappresenta un obbligo informativo verso l’Agenzia delle Entrate.

Nel 2025, le scadenze per l’invio sono fissate al 30 settembre se utilizzi il modello 730, mentre se compili il modello Redditi Persone Fisiche hai tempo fino al 15 ottobre. Se dovessi avere dei ritardi, puoi comunque usufruire di una finestra di 90 giorni per l’invio tardivo (fino al 29 gennaio 2026), accettando una lieve sanzione ridotta grazie al ravvedimento operoso.

La seconda data importante per te riguarda invece il versamento delle imposte, che devi effettuare entro il 30 giugno 2025. Entro questa data, sei tenuto a saldare sia l’imposta del 26% sulle eventuali plusvalenze da Bitcoin e crypto, sia l’imposta sul valore aggiunto delle cripto-attività dello 0,2%.

Se utilizzi wallet non custodiali, e in generale quando l’importo da pagare supera i 12 euro, devi effettuare il pagamento tramite modello F24. Hai anche la possibilità di scegliere un versamento entro il 31 luglio 2025, accettando una maggiorazione dello 0,4%.

Tieni presente che, in Italia, prima paghi le tasse su Bitcoin e solo dopo formalizzi tutto con l’invio della dichiarazione dei redditi. Questo perché il nostro sistema fiscale si basa sul principio dell’autoliquidazione: sei tu che devi calcolare e versare le imposte dovute, prima ancora di presentare i quadri fiscali.

Come pagare le tasse sulle crypto in semplicità

Pagare le tasse su Bitcoin e sulle altre criptovalute può diventare per te un’operazione complessa, soprattutto a causa della rigidità del sistema fiscale italiano. Rispettare tutte le scadenze previste dal calendario fiscale non è affatto semplice, soprattutto se consideri la burocrazia pesante che accompagna ogni adempimento tributario.

Le difficoltà aumentano se, come molti, effettui molte operazioni su diverse piattaforme e hai i tuoi wallet distribuiti tra custodial e non custodial. A complicare ulteriormente le cose ci sono diverse casistiche specifiche che l’Agenzia delle Entrate tratta in modo separato: staking, farming, airdrop, donazioni… ognuna con regole precise da seguire.

Per risolvere questi attriti operativi e ridurre al minimo il rischio di errori, sempre più investitori come te si affidano a strumenti automatizzati come Okipo. Questo software è stato progettato appositamente per generare report fiscali completi, già pronti per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate.

Tu non devi far altro che collegare i tuoi exchange e wallet privati: sarà Okipo a elaborare automaticamente il calcolo delle imposte e a fornirti il calcolo finale delle tasse da versare. In questo modo, anche se sei alle prime armi con Bitcoin, riuscirai a gestire con facilità l’iter fiscale delle tue cripto-attività ed evitare sanzioni da parte del regolatore.

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